Le api e la riproduzione

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Le api e la riproduzione

Tutto ciò che c’è da sapere sulle api e la riproduzione

La sciamatura è la modalità con cui avviene la riproduzione delle api. In genere, avviene in primavera o in estate ed è strettamente collegata alle condizioni metereologiche. La formazione della nuova colonia avviene nel momento in cui l’ape regina lascia la famiglia originaria con un elevato numero di api operaie, pronte a formate quello che è noto come sciame primario. Frattanto, all’interno della famiglia di origine, si è pensato di sviluppare altre nuovi api regine, pronte per rimpiazzare quella che abbandonerà l’alveare. Occorre tenere conto che l’eventuale presenza di più api regine nella famiglia darebbe il la al caos più totale.

Situazione impensabile! Nella circostanza in cui vi siano più api regine è possibile effettuare una sciamatura secondaria o ancora una sciamatura terziaria che non farebbe altro che indebolire la famiglia originaria. E’ frequente che una delle nuove api regine provi ad accoppiarsi tramite volo nuziale e a seguito delle fecondazione proverà ad eliminare le altre contando sull’aiuto delle api operaie. In genere, quando la nuova ape regina nasce, lo sciame abbandona l’arnia mettendosi su un ramo nei paraggi dell’apiario. Tocca alle api esploratici ricercare l’albero cavo più idoneo alla creazione della nuova colonia.

Una volta trovato il luogo adatto, le api esploratrici avvisano lo sciame che partirà emanando il feromone di Nasonov, una scia profumata che serve per tenerle unite. La regina vecchia, dopo un paio di covate viene sostituita da una nuova. Per quanto riguarda gli sciami secondari, la regina è vergine e proverà ad accoppiarsi una volta uscita dal nido. Se però venisse uccisa da una rondine o da un calabrone, la famiglia scomparirebbe per il semplice fatto che all’interno del nuovo nido non vi sono più uova per poterne allevare un’altra. Ecco la motivazione per cui lo sciame primario è più grande rispetto a quello secondario.

Tutte le api che costituiscono lo sciame nel momento in cui lasciano l’alveare sono riempite di miele che funge da nutrimento: a volte trovare un nuovo nido può essere difficile. L’ape regina vergine, sopravvissuta in una giornata particolarmente calda, esce dall’alveare e si accoppia con dodici/quindi fuchi, il cui sperma viene stivato all’interno della spermateca. La fecondazione ha luogo solo in un secondo momento: l’uovo passa dall’ovidotto all’uscita e lo spermatozoo va a fecondarlo. E’ in questo preciso istante che si verifica il passaggio dei caratteri genetici del fuco.

Precisiamo che se l’uovo viene fecondato nasce un’ape diploide che possiede i caratteri genetici sia della madre che del padre. Se invece l’uovo non è fecondato, il fuco è aploide e quindi possessore solo ed esclusivamente dei caratteri genetici della madre. Se invece la spermateca è vuota nasce un’ape regina fucaiola, in quanto in grado di far nascere solo fuchi. Questo comporta la fine della famiglia, dato che le api operaie non hanno più uova da cui allevare una nuova ape regina. Quindi, non ci sarà più il ricambio delle api operaie. Nel momento in cui le api operaie si rendono conto della mancata efficienza dell’ape regina possono rimpiazzarla, a patto che le condizioni meteo siano propizie ad un volo nuziale e vi sia un elevato numero di fuchi in circolazione.

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